Gli omega3 sono acidi grassi polinsaturi (leggi qui) ma soprattutto essenziali per il nostro corpo, in quanto non possono essere prodotti in maniera autonoma richiedendone l’assunzione dall’alimentazione.

Essi si distinguono in tre principali forme biologiche:

  • acido alfa-linoleico (ALA), presente negli oli vegetali, come lino, colza e chia;
  • acido eicosapentaenoico (EPA), presente in fonti marine;
  • acido docosaesaenoico (DHA), presente in fonti marine come pesce, crostacei e alghe.

L’ acido alfa-linoleico (ALA) è il precursore dell’EPA e del DHA ma la conversione in essi è molto limitata, tra lo 0.5 e il 10% per cui sarebbe opportuno assumerli nella forma già attiva dall’integrazione e dall’alimentazione.

L’apporto varia da soggetto a soggetto a seconda della frequenza di consumo del pesce:

  • Un soggetto che consuma grandi quantità di pesce pari a 250 g al giorno, è tuttavia soggetto ad una maggiore assunzione di metalli pesanti e inquinanti dei mari (come il mercurio, leggi qui) per cui sarebbe sconsigliato bilanciando con la giusta integrazione;
  • Un soggetto che non consuma le giuste quantità di pesce richiede un’integrazione di almeno 2000 mg di omega3 al giorno
  • Un soggetto che consuma il pesce con frequenza settimanale di 2-3 volte, richiede un’integrazione giornaliera per garantire il fabbisogno giornaliero anche quando non consuma il pesce come alimento.

L’integrazione, come anche l’alimentazione, deve essere priva da metalli pesanti che sono ormai inquinanti dei mari, come il mercurio, che agiscono come interferenti endocrini e che hanno azioni negative sulla nostra salute, compresa la salute riproduttiva. L’alimentazione e l’assenza di inquinanti nei pesci non può essere monitorata se non con la scelta della qualità del pesce stesso, possibilmente pescato ma non ci assicura l’assenza essendo il mare nettamente inquinato. Al contrario la scelta dell’integrazione deve essere in base al prodotto che è stato sottoposto ad un accurato processo di pulizia e purificazione da sostanze inquinanti o metalli pesanti certificato con l’indicazione IFOS, La certificazione IFOS è un protocollo di analisi rilasciato da un ente indipendente canadese che stabilisce i più alti standard di purezza e freschezza.

Gli omega3 hanno una potente azione nella riduzione del rischio cardiovascolare e e nella prevenzione del cancro, ma in quella che è la mia specializzazione e il mio campo di azione dal punto di vista clinico: è opportuno sottolineare l’importanza degli omega3 nella gravidanza e nel preconcepimento.

Il consumo di DHA da parte della mamma sia nel pre-concepimento che durante la gravidanza, e l’allattamento, consente di contribuire al normale sviluppo del cervello fetale in crescita nell’utero, in quanto il DHA costituisce il 15% di tutti gli acidi grassi presenti nella corteccia frontale umana, richiedendo un apporto pari a 250-300 mg di DHA solo per il cervello. In particolare bassi livelli di DHA cerebrali sono stati associati ad alterazioni nel comportamento del bambino e a difficoltà di apprendimento e memoria, soprattutto in seguito ad uno scarso o assente consumo nel terzo trimestre di gravidanza tra la 29 e la 40esima settimana, in cui l’apporto placentare di DHA che passa dalla mamma al feto permette la formazione di nuove sinapsi nervose e la neurogenesi, sostenendo il processo di encefalizzazione ossia l’aumento delle dimensioni del cervello.

Inoltre la giusta integrazione di DHA è fondamentale anche durante l’allattamento in quanto essendo un grasso viene trasportato facilmente da un veicolo grassoso come il latte divenendo un nutriente essenziale per il completamento del sistema nervoso del nascituro, che nell’uomo si completa entro il 9 mese di vita.

Bibliografia