La maggior parte delle volte in cui seguo pazienti per problematiche relative alla fertilità, una delle problematiche più comuni è la sindrome dell’ovaio policistico (leggi qui) causa di anovularietà, ossia assenza dell’ovulazione, e ipofertilità, tuttavia se seguite da ginecologi attenti e aggiornati, assumono nella maggior parte dei casi integratori a base di inositolo.

In questo articolo cercherò di spiegare l’importanza di questa vitamina della fertilità in grado di migliorare la qualità ovocitaria e di migliorare anche il quadro delle spiacevole conseguenze causate da tale sindrome:
- Iperandrogenismo, ossia un aumento della percentuale di ormoni maschili, che tutte le donne possiedono in percentuali più basse di quelli femminili;
- Oligoamenorrea, ossia ciclo irregolare o assenza del ciclo (leggi qui l’amenorrea);
- Spiacevoli manifestazioni cutanee e dermatologiche come l’acne e l’irsutismo, ossia la presenza di peluria in zone indesiderate, e cute ricca di sebo;
- Alterazoni metaboliche e maggior rischio di insorgenza di diabete e problematiche connesse con squilibri glicemici come l’insulino-resistenza, nonostante ci sia normopeso;
- Obesità a carico della zona addominale ossia androide;
Conosciamo insieme l’inositolo:
L’inositolo è uno zucchero prodotto autonomamente dal nostro corpo grazie all’azione del fegato a partire dal glucosio 6-fosfato e annoverato anche nel grande gruppo delle vitamine del gruppo B come Vitamina B7 (ricordiamo anche in questo gruppo la vitamina B9 o anche detta acido folico o tetraidrofolato in forma attiva, leggi qui) e successivamente distrutto a livello renale (ecco perché ritengo fondamentale il sostegno e il ripristino della funzionalità epatica e renale, organi fondamentali nel metabolismo degli ormoni e delle vitamine essenziali per la fertilità).

In particolare è stato visto che l’inositolo svolge le sue funzioni soprattutto a carico delle centrali elettriche del nostro corpo, i mitocondri, che rappresentano anche il nucleo della disintossicazione della cellula, per cui l’inositolo ha anche la funzione di incrementare l’azione di filtro del fegato che permette di eliminare i farmaci accumulati durante i trattamenti di PMA e le tossine endogene ed esogene, provenienti dagli inquinanti ambientali (leggi qui e qui).

L’inositolo è una vitamina idrosolubile, ossia si scioglie facilmente in acqua, per cui la sua integrazione non è tossica e ben tollerata senza interferire con le normali funzioni del nostro corpo.
Spesso alcune mie pazienti si ritrovano di fronte a numerosi integratori di inositolo da scegliere, e consigliati da diversi ginecologi, soprattutto quando nei percorsi di fertilità avviene il confronto con altre coppie e donne che stanno percorrendo lo stesso “viaggio”. Molte di loro sono ormai esperte nella lettura del foglietto illustrativo e dei loro componenti ma al termine della lettura si ritrovano con una grande confusione in testa e dubbiose si chiedono quale sarà il migliore.
L’inositolo infatti è presente in nove forme di cui quelle più studiate dal punto di vista scientifico sono il myo-inositolo, molto diffuso in natura, e il D-chiro-inositolo, più raro e che si converte facilmente nel myo-inositolo.
Nello specifico, cercando di rendere il tutto il più semplice possibile, il D-chiro inositolo permette la sintesi del glicogeno, ossia la forma di riserva del glucosio, riducendo i livelli di iperinsulinemia mentre il myo-inositolo ha un effetto contrario, permettendo il trasporto e il consumo di glucosio.

Inoltre il myo-inositolo è presente anche a livello del liquido follicolare, ossia il liquido presente all’interno del follicolo e ricco di nutrienti che garantiscono la crescita dell’ovocita *la presenza di questi nutrienti è una delle scoperte che testimonia l’importanza dell’alimentazione per la fertilità e il miglioramento della qualità ovocitaria*, migliorando non solo l’ovocita che maturerà sotto l’azione dell’FSH (leggi qui) ma anche dell’eventuale embrione che si otterrà in maniera naturale o mediante le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).
L’inositolo e la PMA
L’integrazione con inositolo è consigliato, prima di iniziare il trattamento e durante, nelle donne con PCOS non solo per tutti i benefici elencati che apporta ma anche in quanto migliorando la crescita e la maturazione degli ovociti permette di ridurre la durata della stimolazione ovarica, evitando quindi i rischi di iperstimolazione.
Il trattamento migliore e consigliato è dato dall’associazione dei due isomeri myo e D-chiro-inositolo.
L’inositolo proviene anche dall’alimentazione
Dopo aver spiegato l’importanza della sua integrazione, vi spiego anche il ruolo dell’alimentazione e del piano alimentare terapeutico nel percorso di fertilità.
L’inositolo proviene anche dalle fonti alimentari di origine animale, in particolare dal fegato anche se non consumato da molti ma se avete letto con attenzione la parte relativa alla presentazione dell’inositolo capite bene il perché è presente proprio li.
Tuttavia è presente anche negli agrumi, nei cereali integrali, frutta secca come noci e anacardi e legumi come i fagioli.

Sicuramente chi segue i percorsi per la fertilità con me avrà ritrovato molti di questi alimenti nel suo piano mentre altri alimenti, seppur presenti nell’articolo, non li ho consigliati perché anche l’alimentazione come una vera e propria terapia varia da persona a persona e da fase a fase del ciclo mestruale ma soprattutto del percorso di PMA.
