L’endometriosi è una patologia che colpisce le donne in età fertile, caratterizzata:

  • dalla presenza del tessuto endometriale o endometrio al di fuori della sua sede
  • da un eccesso di ormoni estrogeni o estrogeno dominanza.

Spesso paragono l’endometrio ad una miccia, che se presente in distretti diversi dall’utero scatena un vero e proprio incendio ossia l’infiammazione.


Non si sa come questo tessuto endometriale migri nelle ovaie, nelle tube, nella vescica, nel fegato, nel rene e così via, ma la caratteristica di questa patologia è il dolore pelvico: è una patologia che in base alla severità è molto spesso invalidante nei giorni del ciclo mestruale.


L’endometrio presente in punti diversi dalla loro sede originaria risponde agli stimoli ormonali come l’endometrio presente nell’utero, determinando sanguinamento interno e aderenze ai tessuti, di solito a carico dell’intestino.

I sintomi sono spesso confusi al colon irritabile, soprattutto quando ci sono aderenze intestinali, si differenziano solo nell’assenza della cronicità in quanto i dolori seguono i ritmi del ciclo mestruale.

Quali sono i sintomi?

– Cicli mestruali irregolari
– Spotting o perdite ematiche tra i due cicli
– Dolori durante o dopo un rapporto
– Dolori forti e invalidanti durante il periodo dell’ovulazione e del ciclo
– Dolori alla schiena e alle gambe
– Problemi di fertilità

La connessione tra endometriosi e fertilità non è ancora chiara, predispone a gravidanze extrauterine e spesso si associa ad anovulazione, cisti ovariche, difetto della fase luteale o cambiamenti immunologici che riducono l’impianto dell’embrione.
La diagnosi dell’endometriosi non è semplice e al momento l’unica diagnosi certa, seppur invasiva, è la laparoscopia.

Gli studi stanno cercando di identificare marker dello stress ossidativo * di cui parlerò di seguito* presenti nel fluido peritoneale per avere una diagnosi più semplice e meno invasiva.

Cosa caratterizza l’endometriosi?

I due processi biologici che caratterizzano questa patologia sono:
lo stress ossidativo
l’infiammazione

Due punti chiave su cui l’alimentazione può agire! 

Lo stress ossidativo è un processo fisiologico e naturale, che avviene soprattutto nelle principali centrali energetiche del nostro corpo ossia i mitocondri, ma ben compensato dagli antiossidanti che bilanciando l’azione negativa dei prodotti dello stress ossidativo: i radicali liberi.

Tuttavia quando lo squilibrio tra i radicali liberi e gli antiossidanti è ben evidente *con un aumento dei radicali liberi e una riduzione degli antiossidanti, che possono essere integrati dall’alimentazione* si ha un effetto negativo che porta a sua volta al danno cellulare, tissutale e dell’organo *in questo caso riproduttivo* e ad un processo infiammatorio o infiammazione.

L’infiammazione è, come lo stress ossidativo, un processo fisiologico che ha la finalità di eliminare un elemento di minaccia per la nostra salute.
Non è però a nostro favore quando diventa costante e cronica determinando un processo infiammatorio continuo.
*Da questo punto di vista, l’alimentazione serve a ridurre tutto ciò che inasprisce l’infiammazione stessa*

Endometriosi e Alimentazione

Come anticipato i due punti su cui l’alimentazione deve agire sono:
– lo stress ossidativo
– l’infiammazione

In quale modo?
L’alimentazione apporta i due antiossidanti più importanti per contrastare lo stress ossidativo presente nell’endometriosi:
*La vitamina C e la vitamina E*

In particolare è stato visto che donne che soffrivano di endometriosi avevano un basso livello di vitamina C nel fluido follicolare, fluido che nutre gli ovociti, e l’assunzione di entrambi dagli alimenti, e non dalle singole vitamine mediante integrazione, permette di ridurre i mediatori infiammatori che determinano il processo infiammatorio stesso.

Inoltre l’alimentazione permette di ridurre gli alimenti infiammatori calibrando il giusto rapporto tra gli acidi grassi omega 3, anti infiammatori, e gli acidi grassi omega 6, pro infiammatori.

*Riducendo alimenti come le solanacee che sono altamente infiammatorie ma incrementando spezie, come zenzero e curcuma, che sono invece anti infiammatori*

Inoltre l’alimentazione per l’endometriosi si adatta alla donna stessa in base alla sintomatologia, se infatti interessa anche l’intestino, con sintomi simili al colon irritabile, è utile ridurre in fase pre ciclo alcuni alimenti sconsigliati per l’intestino *ovviamente non per tutte e non in ogni fase del ciclo*

In alcune donne spesso si ha anche uno squilibrio insulinico nel 70% dei casi e questo determina una maggiore attenzione all’indice ma soprattutto al carico glicemico.

Infine ridurre alcuni alimenti che incidono sul quadro ormonale, come il caffè (di cui ho parlato anche qui), che potrebbero incrementare la dominanza estrogenica tipica dell’endometriosi e che agiscono sul fegato, fondamentale per il turn over, nascita e morte, degli ormoni stessi.

Ho parlato di questo argomento in occasione del Convegno con tema “Endometriosi e Fertilità” il 12 ottobre a Dolo (VE) in cui si sono stata invitata in veste di relatrice sul tema “Importanza della nutrizione nelle condizioni di stress ossidativo e di infiammazione cronica” collaborando con l’associazione A.P.E. Onlus impegnata da anni nella diffusione di informazioni riguardo questa patologia, sia per le pazienti che per coloro che non la conoscono, e nella sensibilizzazione.

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