Il latte di soia è un latte di origine vegetale, a differenza del latte vaccino non deriva dall’animale ma dalla soia, legume diffuso soprattutto in Asia orientale ottenuto dai semi macerati in acqua.

Il suo basso contenuto di grassi e carboidrati rispetto al latte vaccino, ha permesso una diffusione anche nel mondo occidentale, scatenando una vera e propria “moda” per cui il latte di soia è un eccellente e valido sostituto al latte vaccino. I benefici che tale alimento apporta sono numerosi, in particolare per la presenza di isoflavoni, estrogeni di origine vegetale, che combattono l’accumulo del colesterolo stesso e riducono i sintomi della premenopausa. Gli estrogeni sono ormoni che intervengono in numerosi funzioni del corpo e nei tumori ormono-sensibili, come il cancro al seno. Numerosi studi evidenziano l’azione della soia nel ridurre il rischio di cancro al seno, ma non si può ancora affermare se la soia sia utile anche nel caso di donne già colpite dal cancro al seno, perciò è sconsigliato nelle pazienti affette o in fase di trattamento post-tumorale.

Tali fitoestrogeni, isoflavoni, possiedono una struttura chimica simile agli estrogeni che consente di legarsi ai recettori di quest’ultimi. Tale analogia porta a simulare la stessa risposta data dal legame tra l’estrogeno e il suo recettore specifico. Per questa loro azione sono definiti disregolatori o interferenti endocrini naturali.

“Tuttavia il latte di soia ha anche altri effetti!”

Tuttavia la soia oltre a questi decantati benefici possiede, alla pari, molte controversie. In particolare per il suo contenuto di sostanze antinutrienti, i fitati, essi riducono l’assorbimento di alcuni minerali come il calcio, il rame, il magnesio, il ferro e lo zinco, che se carenti in particolari fasi della vita, come la crescita e la pubertà, possono comportare particolari problemi. Inoltre i miracolosi isoflavoni, sono sconsigliati nel caso in cui si è in cerca di una gravidanza, poiché hanno un’influenza negativa sulla fertilità sia maschile che femminile. Essi  interferiscono con l’equilibro ormonale e contenendo sostanze attive anti-tiroide inibiscono l’azione della tiroide.

Per cui il consumo del latte di soia e dei suoi derivati deve essere molto limitato anche in condizioni di ipo/iper-tiroidismo, tiroidite auto-immune e sindrome di Hashimoto.

In conclusione è consigliato un consumo non continuo ma equilibrato. Ossia come sostituto di tanto in tanto della classica colazione e occasionale nei casi particolari. Come la ricerca di una gravidanza e problemi alla tiroide.

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