Numerosi studi evidenziano che il sonno influenza la fertilità (Morris 2008), in particolare la quantità e la qualità del riposo notturno influenza la produzione ormonale, l’umore, la salute comprendendo anche la salute riproduttiva o comunemente definita fertilità.

Durante il riposo notturno il nostro corpo ripara e rigenera le sue cellule, regolando i livelli ormonali in particolare della leptina (Seaborg 2007). In particolare una riduzione della lunghezza e della qualità del sonno determina una riduzione dei livelli di leptina che determinano irregolarità nell’ovulazione (Morris 2008) regolando anche la qualità ovocitaria e il successo del percorso di PMA (Anifadis et al. 2005).

Uno studio condotto da un team di ricercatori della Korea, condotto da Daniel Park, e presentato nel 2013 al congresso annuale dell’American Society for Reproductive Medicine ha valutato le abitudini e l’igiene del sonno di 656 donne che erano in procinto di iniziare un percorso di PMA. Il gruppo di donne è stato suddiviso in gruppi a seconda della durata del sonno notturno:

  • Un gruppo di donne con un sonno che dura dalle 4 alle 6 ore a notte;
  • Un gruppo di donne con un sonno che dura dalle 7 alle 8 ore a notte;
  • Un gruppo di donne con un sonno che dura dalle 9 alle 11 ore a notte;

Evidenziando che il gruppo con un sonno riposante di 7-8 ore a notte avevano una maggiore percentuale di gravidanza (56% del pregnancy rate) che era maggiore rispetto al primo (46% pregnancy rate) e al terzo gruppo (43% pregnancy rate)

Al tempo stesso alterazioni nel ciclo sonno-veglia influenzano la fertilità maschile peggiorando la concentrazione spermatica secondo uno studio (cross-sectional study) condotto all’Università della Danimarca (Jensen et al 2013) analizzando 953 uomini nel periodo che intercorre tra il 2008 e il 2011.

Ciascun partecipante ha compilato un questionario che includeva domande sul sonno circoscritto alle ultime 4 settimane. Evidenziando che gli uomini con un sonno disturbato, ossia con una durata inferiore alle 6 ore per notte, avevano una riduzione del 29% rispetto ai valori normali per la concentrazione spermatica e dell’1,6% per la morfologia o forme normali.

Tali evidenze mostrano una prima correlazione tra la qualità del sonno e la fertilità, evidenziano l’importanza del lavoro alimentare anche sulla qualità e la quantità del sonno avendo come mediatore il microbiota intestinale (approfondiró a breve il tema nel prossimo articolo)