Un’importante review pubblicata sul Journal of Ovarian Research (Wang et al., 2025) ha messo in evidenza il ruolo centrale dei mitocondri nella qualità ovocitaria e nel processo di invecchiamento ovarico, confermando come la salute mitocondriale rappresenti uno dei principali determinanti della fertilità femminile.

I mitocondri sono le “centrali energetiche” della cellula (ne avevamo parlato qui) e svolgono un ruolo essenziale nella maturazione dell’ovocita, nella fecondazione e nello sviluppo embrionale precoce. Con l’avanzare dell’età e con l’esposizione a fattori ambientali avversi, la funzione mitocondriale può progressivamente deteriorarsi, contribuendo a una riduzione della qualità ovocitaria.

I principali fattori coinvolti

Diversi meccanismi concorrono alla disfunzione mitocondriale negli ovociti:

  • Stress ossidativo (ROS): l’eccessiva produzione di specie reattive dell’ossigeno può danneggiare lipidi, proteine e DNA, compromettendo i processi di maturazione ovocitaria.
  • Mutazioni del DNA mitocondriale (mtDNA) e alterazioni del numero di copie di mtDNA, che riducono l’efficienza energetica della cellula.
  • Esposizione a inquinanti ambientali, fumo, radiazioni e sostanze tossiche, che aumentano il carico ossidativo e accelerano il declino funzionale dell’ovocita.

Questi fattori possono determinare una bassa qualità ovocitaria in seguito ad alterazioni del fuso meiotico, errori nella segregazione cromosomica e un aumento del rischio di aneuploidie, infertilità, aborti spontanei e ridotta competenza embrionale.

Mitocondri, invecchiamento ovarico e qualità ovocitaria

Lo studio citato sottolinea come la disfunzione mitocondriale sia strettamente collegata all’invecchiamento ovarico. Il progressivo deterioramento della funzione mitocondriale contribuisce:

  • Alla riduzione della capacità di produzione di ATP ossia l’energia cellulare;
  • All’aumento del danno ossidativo;
  • All’accorciamento dei telomeri e alla perdita di integrità dei cromosomi;
  • Alla diminuzione della qualità ovocitaria, anche in presenza di riserve ovariche apparentemente conservate.

Questo rafforza il concetto che la qualità ovocitaria è tanto importante quanto la quantità, e che i biomarcatori tradizionali (come AMH e AFC) non sempre riflettono pienamente la competenza biologica dell’ovocita.

Un ulteriore studio pubblicato su Fertility and Sterilty nel 2026 ha cercato di definire se AMH e AFC (conta dei follicoli antrali) siano predittori indipendenti della euploidia embrionale (ossia assenza di anomalie genetiche nell’embrione) una volta corretti per:

  • Età materna
  • Altri fattori confondenti clinici

Per i colleghi questo è uno studio molto valido:

  • Studio retrospettivo multicentrico (USA)
  • 11.473 donne
  • 13.451 cicli IVF + PGT-A
  • Periodo: 2016–2024
  • AMH e AFC misurati entro 6 mesi dal pick-up
  • Classificazione secondo criteri di Bologna:
    • AMH: <1.1 | 1.1–4.0 | >4.0 ng/mL
    • AFC: <7 | 7–16 | >16

Concludendo che AMH e AFC misurano la quantità, NON la qualità genetica.

Sono ottimi marcatori di: Riserva ovarica

Ma NON predicono euploidia embrionale e NON predicono successo riproduttivo quando isolati dall’età.

Di conseguenza si deduce che la qualità ovocitaria è multifattoriale

Non è spiegata da:

  • Numero follicoli
  • AMH

Ma da:

  • Ambiente follicolare
  • Funzione mitocondriale
  • Stress ossidativo
  • Assetto infiammatorio
  • Epigenetica

Aprendo spazio a interventi di supporto metabolico e nutrizionale.

Il ruolo degli antiossidanti e degli approcci nutrizionali

La review di Wang et al a tal riguardo evidenzia il potenziale degli antiossidanti naturali, come resveratrolo e melatonina, nel supportare la funzione mitocondriale.

Questi composti possono:

  • Ridurre lo stress ossidativo;
  • Migliorare la funzione energetica mitocondriale;
  • Favorire una migliore maturazione ovocitaria;
  • Supportare i meccanismi cellulari coinvolti nella qualità dell’ovocita.

Questo apre importanti prospettive per un approccio integrato che includa nutrizione mirata, stile di vita e supporto nutraceutico personalizzato, con l’obiettivo di preservare la salute mitocondriale e contrastare il declino riproduttivo legato all’età.

Lavoro che sto facendo insieme alla Dott.ssa Fiorentino Sabrina e alla Professore Ranieri Marianna con l’Universita di Bari in termini di formazione dei colleghi, vedi Master Nutrizione, Nutraceutica e Fertilità, e divulgazione ai pazienti.

Terapie mitocondriali: promesse e limiti

L’articolo discute anche strategie avanzate come la mitochondrial replacement therapy (MRT) e il transfer mitocondriale autologo (AUGMENT). Sebbene promettenti dal punto di vista biologico, queste tecniche sono ancora sperimentali, con importanti implicazioni etiche, regolatorie e di sicurezza, e non rappresentano attualmente una soluzione standard per il declino della fertilità legato all’età.

Bibliografia scientifica

  • Wang T., Xu P., Yuan J. et al. (2025). Mitochondrial dysfunction in oocytes: implications for fertility and ageing. Journal of Ovarian Research, 18:186.
  • Allison Eubanks et al. (2026) Beyond numbers: antimüllerian hormone and antral follicle count are not independent predictors of embryo euploidy in in vitro fertilization with preimplantation genetic testing for aneuploidy Fertil Steril.