Benessere intestinale e Fertilità

Sul mio sito cerco sempre di parlare di temi inerenti la salute e l’alimentazione, sia in termini generici che relativi alla fertilità. Il tema più richiesto, tra le opzioni da me proposte sui social (Instagram e Facebook), è stato il benessere intestinale. Considerandolo come uno dei capisaldi su cui agire per la fertilità, ho ritenuto opportuno scrivere più articoli in modo da spiegare a tutto tondo il mondo dell’intestino e di come possa influire sulla nostra salute in generale, compresa la riproduzione.

L’intestino fa parte di un sistema, o meglio dire un apparato, molto più complesso e articolato definito come apparato digerente che si distingue in: lingua, esofago, stomaco, intestino grande o tenue (duodeno, digiuno, ileo) e intestino piccolo o crasso (colon, retto).

Addome, Intestino, Grande, Piccoli

Le sue funzioni sono:

  • Ingestione: il cibo una volta all’interno della bocca entra nell’apparato digerente per formare il bolo alimentare che sarà deglutito per passare agli altri “distretti” dell’intero apparato;
  • Digestione: esistono due tipologie la prima è meccanica, e avviene mediante i movimenti della bocca e i movimenti muscolari dello stomaco, mentre la seconda è chimica e avviene mediante l’azione di veri e propri operai, ossia gli enzimi, presenti sia a livello salivare che all’interno del resto dell’apparato intestinale;
  • Secrezione: rilascia sostanze come gli enzimi e i suoi cofattori (operai e aiutanti) che permettono la digestione;
  • Assorbimento: l’obiettivo dell’alimentazione è trarre il meglio dall’alimento ingerito, assorbendolo. Nel tratto iniziale dell’intestino tenue avviene l’assorbimento di ferro, calcio e grassi, mentre nel duodeno e nel digiuno avviene l’assorbimento delle vitamine e i carboidrati, terminando con l’assorbimento della Vitamina B12 (leggi qui) e la Vitamina C (leggi qui);
  • Eliminazione: gli scarti dell’alimento, non funzionali per il corpo devono essere eliminati mediante il retto.

Infine riassumerei tutte le funzioni elencate come funzione digestiva e di assorbimento ma aggiungerei anche altre due funzioni:

  • Sede del sistema immunitario;
  • Funzione di barriera tra ciò che deriva dall’esterno (il cibo) e l’interno (il sangue).
Cielo, Inferno, Contrario, Nubi, Fuoco

Tuttavia ci sono spesso condizioni che sono indice di una ridotta funzionalità dell’intestino con cause ignote o multifattoriali (stress, predisposizione genetica, alimentazione e stile di vita) che determinano maldigestione e malassorbimento: tra cui la sindrome del colon irritabile (o anche definito IBS), la SIBO e la IBD (infiammazione del colon e del tenue).

Le cause della maldigestione possono essere a più livelli:

  • A livello dello stomaco: un ridotta acidità dello stomaco (che può determinare problematiche come la SIBO) o aumentatà acidità (che aumenta anche in seguito ad un’alimentazione ricca in carboidrati e zuccheri);
  • A livello del tenue per una ridotta scissione dei carboidrati (di cui ho parlato qui);
  • Anche il pancreas, come organo accessore, può contribuire alla maldigestione in seguito ad una ridotta produzione degli enzimi digestivi (veri e propri operai che scindono proteine, grassi e amido).

Il malassorbimento è una conseguenza dell’alterazione di una delle funzioni dell’intestino, ossia la funzione di barriera determinata dall’allinearsi delle cellule della mucosa intestinale che come tanti “soldatini” creano una vera e propria schiera, separando il lume intestinale dal sangue. L’intestino diventa un “colabrodo” che non discrimina cosa assorbire e cosa allontanare dal circolo sanguigno, scatenando ulteriormente il sistema immunitario, questa condizione è definita come perdita della permeabilità intestinale o Leaky Gut. Tuttavia ci sono condizioni che causano il malassorbimento come: la celiachia, l’infiammazione intestinale, le infezioni e la resezione chirurgica (spesso capita per “limitare” le conseguenze dell’endometriosi)

Anatomia, Intestino, Biologia
Permeabilità intestinale alterata o Leaky Gut

La sindrome del colon irritabile o IBS

La Sindrome del Colon Irritabile è una patologia molto comune che ha una predominanza nella popolazione femminile ed è caratterizzata dai seguenti sintomi:

  • Dolore addominale, in particolare al fianco sinistro;
  • Alvo alterno, con stitichezza e diarrea a giorni alterni;
  • Riacutizzazione dei sintomi in base ai fattori di stress fisici o psicologici;
  • Emicrania e dolore all’articolazione temporo-mandibolare;
  • Ansia, depressione, insonnia;
  • Dolori alla schiena e dolore pelvico cronico.

Le cause di innesco della Sindrome del Colon Irritabile non sono ancora chiare, è multifattoriale e spesso è concomitante anche ad intolleranze o allergie, all’uso di farmaci, al reflusso gastro-intestinale o alla celiachia. Spesso si presenta in concomitanza all’endometriosi (di cui ho parlato anche qui e qui) in seguito alla presenza di aderenze intestinali che danno una sintomatologia molto simile.

Anatomia, Batteri, Batterio, Viscere

La SIBO o sovracrescita batterica intestinale

La SIBO è una patologia digestiva e da malassorbimento, determinata dalla migrazione delle colonie batteriche dal colon all’intestino tenue. I sintomi sono: flatulenza, gonfiore, bruciore di stomaco, nausea, perdita di peso e crampi.

Può anche associarsi a malattie autoimmuni (vedi qui), ipotiroidismo, fibriomialgia e cistite interstiziale (leggi qui).

Essendo determinata dalla sovracrescita di batteri, l’utilizzo di antibiotici che riduce le popolazioni batteriche in eccesso, in maniera indiscriminata, permette di migliorare i sintomi precedentemente elencati mentre l’utilizzo dei probiotici può non migliorare, ma anzi peggiorare i sintomi.

IBD o infiammazione del colon e del tenue

Le IBD sono determinate da una risposta abnorme del sistema immunitario, in seguito ad un’interazione tra la genetica, l’ambiente, il microbiota e la dieta. Tra le principali IBD ci sono:

  • La malattia di Chron’s (CD), può interessare tutto l’apparato digerente con predilezione a livello dell’ileo. Si manifesta con blocchi intestinali, ulcere intestinali che portano a complicazioni come perforazioni e conseguente malassorbimento;
  • La Rettocolite Ulcerosa (UC), localizzata a livello del colon  del retto, partendo solitamente dalla parte finale del retto fino ad arrivare al colon. Si manifesta con diarrea persistente, dolore, perforazioni intestinali fino a sanguinamento.

L’alimentazione è l’aiuto principale, oltre alla terapia farmacologica

Per entrambe le disfunzioni dell’apparato intestinale l’alimentazione è uno dei primi approcci terapeutici, assieme alla terapia farmacologica, che permette non solo di ridurre la sintomatologia ma anche di fare prevenzione già ai primi sintomi.

Le Erbe, Frullati, Succo, Verdure

Una delle strategie alimentari più utilizzate è la dieta FODMAPs, ma non l’unica, basata sull’eliminazione di alcuni alimenti per 4 settimane e successiva graduale reintroduzione:

  • Alimenti contenenti i polioli (come lo xilitolo, il mannitolo, il maltitolo) come la frutta con nocciolo;
  • Frutta e verdura come Brassicacee, Liliacee, carciofi e asparagi;
  • Alimenti integrali, per l’azione irritante sull’intestino;
  • Latte e derivati
  • Legumi

L’approccio in base alla sintomatologia varia e nella mia pratica non seguo mai un protocollo specifico ma cerco di seguire le indicazioni della FODMAPs  come uno spunto e adattarmi ai miglioramenti del paziente che seguo in seguito alla fase di eliminazione di quelli che sono definiti gli alimenti immunogeni.

Opposti, Pollice, Positivo, Negativo

Quali sono gli alimenti immunogeni?

Gli alimenti immunogeni sono cosi definiti perché sono in grado di stimolare l’azione del sistema immunitario per il loro contenuto di proteine immunogene.

Il sistema immunitario è già abbastanza “iperattivo” nelle condizioni citate precedentemente in quanto la ridotta permeabilità intestinale determina il passaggio di sostanze che in condizioni normali non entrano nel circolo sanguigno e determinano una risposta di allerta.

Per cui i primi alimenti che vengono eliminati o ridotti (a seconda del caso e della sintomatologia) sono:

  • I latticini per il loro contenuto non solo del lattosio (in grado di determinare una sintomatologia molto simile, a causa della riduzione o dell’assenza dell’enzima che lo degrada ossia la lattasi) ma anche per la presenza della caseina, in particolare la beta caseina A1, potente liberatore di istamina (ne parlerò in seguito) , stimola la produzione di anticorpi (IgG e IgM) e interagisce con i recettori insulinici (ho già parlato qui dell’azione dell’insulina nel potenziare l’infiammazione e del motivo per cui sono esclusi nell’alimentazione della donna con PCOS, leggi qui);
Latte Può, Gerbera, Fiori, Bianco, White
  • I legumi per il loro contenuto di due proteine immunogene: le lectine e le saponine (quest’ultime costituiscono il 30% del peso secco del legume e sono evidenziabili ad occhio nudo anche quando i legumi sono tenuti in ammollo over night, la schiuma che si forma nell’acqua di ammollo è data infatti da questo potente tensioattivo ed emulasionante);
  • I cereali per il loro contenuto di glutine. Il glutine è in realtà un gruppo di proteine definite come prolammine, che presentano parti in comune nella loro struttura e parti che le differenziano in: Gliadina del frumento, Ordeina dell’orzo, Secalina della segale, Avenina dell’avena e Zeina del mais.
Fagioli, Lenti, Fagioli Di Quaglia

Continuerò a parlare del ruolo dell’intestino e della sua connessione con il sistema immunitario (di cui ho parlato già qui e qui) e con il sistema nervoso, evidenziando il ruolo che ha sulla fertilità e sul sistema endocrino nei prossimi articoli.

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