Spesso (ma non per tutti) mi capita di fornire, assieme ai piani alimentari per migliorare la fertilità, anche ricette con smoothie contenenti un importante superfood: la Spirulina.

Nell’ultima parte di questo articolo ci sarà anche l’intervento del Dott. Elio Enrico Palumbieri, esperto in diritto agroalimentare (vedi qui il suo profilo), in modo da poter avere un’idea chiara su questo alimento sia dal punto di vista nutrizionale che giuridico, in quanto ritengo importante valutare non solo le proprietà degli alimenti ma anche dare la possibilità a voi lettori/lettrici di orientarvi su tematiche che riguardano la vendita e la commercializzazione di questo “superfood” ma soprattutto per indirizzarvi nel scegliere il prodotto giusto anche leggendo l’etichetta!

In molti mi chiedono cosa sia la spirulina, e spesso le facce dei miei pazienti sono molto titubanti, nella mia sezione cercherò di spiegarvi al meglio le sue qualità nutrizionali e le sue applicazioni riguardo la fertilità a seguire ci sarà l’intervento del Dott. Palumbieri.

Carta d’identità della spirulina:

La Spirulina è un’alga di colore verde-blu, colore dato dal suo contenuto in clorofilla (verde) e ficocianina (blu), appartiene alla famiglia delle Oscillatoriaceae e il suo nome deriva dalla forma a spirale che mostra, quando osservata al microscopio, cresce nei laghi alcalini, ma è prodotto commercialmente in grandi stagni all’aperto o in serra in condizioni controllate, crescendo in acque dolci ha un basso contenuto di iodio rispetto ad altre alghe. Ritenuta importante per il suo alto contenuto proteico (che va dal 65 al 71% di contenuto proteico, a seconda delle condizioni di crescita, come il tempo e la luce del sole) e ovviamente amminoacidicovitaminico (in particolare per il contenuto di Vitamina B12, A, D, E, K e acido folico) e minerale (tra cui ferro, magnesio, zinco e selenio), queste caratteristiche l’hanno resa tanto importante da essere usata come integratore alimentare nutraceutico (ossia quando un alimento assume le sembianze di un vero e proprio integratore farmaceutico).

Quali sono le sue proprietà e le sue applicazioni nel miglioramento della fertilità?

Il suo alto contenuto proteico fa si che spesso venga inserito in regimi dietetici particolari, come vegetariani o vegani, in modo da apportare la giusta quantità proteica, o per apportare la giusta quantità di alcuni minerali come il ferro. Inoltre contiene un alto contenuto di acidi grassi essenziali come acido linoleico, linolenico e acido arachidonico importanti per l’equilibrio ormonale.

Molti studi si sono focalizzati sulla sua azione anti-ossidante e immuno-modulatoria, sappiamo infatti che lo stress ossidativo e le disfunzioni a livello immunitario sono la causa di molte patologie come l’ateriosclerosi, l’ipertrofia cardiaca, insufficienza cardiaca e ipertensione e anche l’infertilità (infatti la maggior parte degli integratori dati per il miglioramento della fertilità è a base di antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi prodotti con il procedere dell’età ma determinati anche da tante altre cause).

ll danno ossidativo dovuto ai radicali liberi contribuisce a problemi di fertilità come il difetto della fase luteale (vedi qui per avere un’idea chiara), una ridotta qualità dell’ovocita femminile e degli spermatozoi, nonché una riduzione dell’immunità.

E‘ chiaro dunque che le sue azioni anti-ossidanti e immuno-modulatorie sono ottime per migliorare la fertilità.

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Le regole per produrre alga spirulina biologica

Chi intende produrre, preparare, immagazzinare, trasportare, commercializzare o importare alga spirulina biologica è tenuto al rispetto di una serie di norme che, in primo luogo, possono essere ricondotte alle generali disposizioni europee in materia di principi dell’agricoltura biologica relative alle fasi di produzione, trasformazione, imballaggio, trasporto, magazzinaggio, etichettatura e controlli.
In particolare, tuttavia, chi intende svolgere questo genere di attività è tenuto al rispetto di una
serie di regole ulteriori che riguardano, da un lato la produzione, preparazione, stoccaggio e
confezionamento e, dall’altro l’etichettatura.
Sotto il primo profilo, infatti, l’operatore è tenuto, oltre a seguire tutte le misure necessarie per
garantire l’identificazione delle partite, ad utilizzare, per la preparazione e il confezionamento
– unità destinate alla sola produzione di alga spirulina biologica ovvero, ove ciò non dovesse
essere possibile, l’unità deve disporre di locali separati o, comunque, di aree
opportunamente identificate e distinguibili per la conservazione dei prodotti bio;
– cicli completi di produzione e confezionamento di prodotti bio e non bio separati fisicamente
e nel tempo.
E’ ulteriormente possibile utilizzare nutrienti in funzione delle esigenze della coltura determinabili tramite campionamento e successiva analisi di laboratorio.

I nutrienti ammessi, tuttavia, sono:
sodio bicarbonato, nitrato del Cile, fosforite, solfato di potassio, cloruro di sodio, solfato di magnesio, cloruro di calcio.

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Come riconoscere l’etichetta giusta?

Per quanto concerne l’etichettatura, invece, vanno riportate tutte le indicazioni previste dalla
normativa europea in materia di prodotti biologici. Sul punto è opportuno specificare che L’UE ha previsto la possibilità di utilizzare uno specifico logo comunitario indicante i prodotti di origine biologica.

Tale logo può essere utilizzato nell’etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità
dei prodotti bio unitamente all’indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime
agricole che compongono il prodotto tramite le diciture:
agricoltura UE” quando la materia prima è stata coltivata in uno dei paesi membri dell’Unione
Europea;
agricoltura non UE” quando la materia prima è stata coltivata in paesi che non sono membri
dell’Unione Europea;
agricoltura UE/non UE” quando parte della materia prima è stata coltivata in un paese UE mentre il resto in un paese non UE.

Spero che questo articolo abbia fornito delle informazioni complete in modo da poter valutare e discriminare al meglio un prodotto alimentare.

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