Nel precedente articolo (leggi qui) ho parlato delle possibili cause dell’infertilità, tra cui l’azione del sistema immunitario che se iperattivo può interferire con la funzionalità di alcuni organi, in seguito a reazioni di “difesa” nei confronti del corpo stesso, riconoscendolo come estraneo ossia le cosiddette patologie autoimmunitarie.

Avevo promesso di scrivere questo articolo in cui cercherò di spiegare il ruolo e l’aiuto che può provenire dall’alimentazione come terapia per le patologie autoimmunitarie elencate: Tiroidite di Hashimoto, artrite reumatoide, morbo di crohn, diabete, psoriasi e tante altre ancora.

L’obiettivo principale dell’alimentazione deve essere quella di ridurre l’infiammazione, ossia la risposta della principale arma di difesa del nostro corpo: il sistema immunitario. In generale esso reagisce in maniera naturale, innata, senza che nessuno gli dia delle istruzioni o delle informazioni su come e contro chi agire, alla presenza di agenti che riconosce come estranei, che possono essere agenti fisici (come un graffio sulla pelle mentre sfogliamo le pagine di un libro) o chimici (come il contatto con una sostanza chimica irritante) o biologici (come virus e batteri ossia una vera e propria infezione), al fine di proteggere il nostro corpo e ripristinare la situazione di equilibrio in cui, prima dell’attacco estraneo, si trovava.

Questo tipo di risposta avviene senza presentazioni tra la nostra arma di risposta, il sistema immunitario, e l’agente estraneo e avviene in maniera del tutto naturale e spontanea, capiamo bene però che l’infiammazione è a nostro favore, ci protegge e ci permette di mantenere uno stato di salute e di equilibrio, ma diventa un problema quando quest’arma viene usata contro noi stessi o avviene in maniera continua. Tali condizioni in cui si verifica una risposta contro il self, ossia noi stessi e in maniera continua, ossia cronica, le abbiamo viste ed elencante nel precedente articolo (clicca qui) ora vedremo come sfruttare un’altra arma del tutto naturale e spesso sottovalutata, che se mal gestita può anche inasprire i sintomi di queste condizioni: l’alimentazione.

Come può l’alimentazione diventare un’arma a nostro favore?

L’alimentazione, che cercherò di spiegarvi in questo articolo, si può definire anti-infiammatoria, in quanto va a contrastare l’infiammazione cronica e non difensiva di cui ho parlato in precedenza, senza però ridurre l’azione del sistema immunitario, ma rendendolo “più lucido” (come se fosse un uomo ubriaco che sferra pugni a casaccio e che dopo aver fatto chiarezza, e terminata la sbronza, con lucidità capisce verso chi mirare) .

Vediamo di seguito le armi dell’alimentazione e di un giusto piano alimentare, stilato da un professionista, finalizzato a ridurre l’infiammazione:

-L’alimentazione odierna fornisce i famosi omega 3 e omega 6 che purtroppo, dato il consumo eccessivo di prodotti industriali, è sbilanciata verso gli omega 6, presenti in elevate quantità all’interno dei prodotti confezionati. Entrambi questi acidi grassi sono essenziali solo che come dico sempre la dose fa il veleno e l’eccesso di omega 6 porta ad uno squilibrio tra i due che determina un aumento dello stato infiammatorio, in quanto gli omega 6 sono come la polvere da sparo per le armi del sistema immunitario, ciò non vuol dire che non debbano essere assunti, in quanto come abbiamo visto sono fondamentali nella “giusta” difesa, ma non devono essere nemmeno in eccesso o non devono mancare gli omega 3 che, come l’acqua, vanno a spegnere il processo infiammatorio. Quindi l‘alimentazione fornisce la produzione delle armi del sistema immunitario.

Il pesce azzurro e di media o piccola taglia è ricco di omega 3
Tutti i semi, di zucca, di lino, di sesamo sono ricchi di omega 3

L’alimentazione permette anche di ridurre le conseguenze spiacevoli determinate da un continuo stato infiammatorio, ossia la produzione di radicali liberi derivanti dallo stress ossidativo, tramite la presenza in alcuni alimenti di anti-ossidanti che contrastano l’azione di questi “prodotti di scarto” derivanti dai processi metabolici delle nostre cellule. Tali anti-ossidanti sono presenti anche nel nostro corpo, ma in alcune condizioni lo stato infiammatorio è cosi forte e persistente, appunto cronico, che non bastano *immaginiamo una stanza che va in fiamme, nonostante la presenza di estintori, presenti per le norme di sicurezza, non riusciamo a placare l’incendio, arrivano in nostro aiuto i vigili del fuoco* allo stesso modo abbiamo un aiuto importante derivante dagli anti-ossidanti esogeni, esterni al nostro corpo ossia derivanti dall’alimentazione e spesso anche dall’integrazione.

Il tè verde è un potente antiossidante

Frutta e verdura sono la migliore fonte di antiossidanti naturali

L’alimentazione permette di mantenere il giusto equilibrio ormonale, in particolare dell’insulina e del cortisolo. Anche nell’infiammazione, infatti, ci sono ancora loro, l’insulina, spesso ed erroneamente associata solo a condizioni di diabete (che abbiamo visto anche qui) e il cortisolo, il famoso ormone dello stress (che abbiamo visto anche qui). Dunque anche nella dieta anti-infiammatoria è fondamentale, mediante le combinazioni e le distribuzioni dei cibi, ridurre i famosi picchi glicemici e ridurre tutti i cibi che incrementano la produzione in eccesso del cortisolo, come la caffeina e l’alcol, anche il nostro stile di vita ormai troppo frenetico può essere modificato prendendo una mano d’aiuto da metodiche di rilassamento come lo yoga, pilates o coltivando situazioni che ci creano calma e relax, nonostante gli impegni e i doveri.

L’alimentazione permette di ridurre l’ingresso di alimenti contenenti “elementi” che inaspriscono le reazioni di questa eccessiva risposta immunitaria (aumento degli sfoghi cutanei, dolori intestinali, sensazione di gonfiore, produzione di anticorpi anti-tiroidei..) come i cereali, in quanto contengono glutine o i latticini, non solo per il lattosio, i legumi, per il loro contenuto in lectine, e gli alimenti contenenti istamina. Tuttavia l’eliminazione di questi alimenti è da valutare insieme al professionista in modo da valutare i benefici e il momento in cui è necessario escluderli.

In conclusione l’alimentazione ci permette di regolare uno stato di infiammazione cronico e aspecifico, come nel caso delle patologie autoimmunitarie, in particolare se stilato da un professionista dell’alimentazione permette di incrementare i vari fattori, precedentemente elencati, che ripristinano la situazione di equilibrio e di risposta.

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