Partirò da principio cercando di spiegare un argomento che risulta molto complesso ossia il gene MTHFR e le sue mutazioni, chi è alla ricerca di una gravidanza ed è seguito da un bravo e attento ginecologo, si ritrova a dover indagare sulla presenza o assenza di questa mutazione, soprattutto in caso di poliabortività.

L’argomento è molto impegnativo ma grazie anche all’aiuto del Dott. Salvatore Dimonte, biologo direttore del centro BioMolecularLAb a Barletta, ho potuto semplificare le nozioni per renderle comprensibili anche a chi non è del campo.

L’acronimo MTHFR corrisponde al nome di un enzima MetileneTetraIdrofolato Reduttasi, gli enzimi sono dei veri e propri operai i quali hanno il compito di portare quell’elemento che nei processi metabolici che avvengono nel nostro corpo permette di ottenere dal composto A, mediante un processo di trasformazione, il composto B, che diventa cosi il prodotto della reazione enzimatica.

                                                  Enzima (MTHFR)

Composto A (Omocisteina)  ——————> Composto B (Metionina)

Allo stesso modo l’enzima MTHFR è coinvolto in una serie di reazioni che partono dall’acido folico o i folati, assunti attraverso l’alimentazione (con il consumo di verdura a foglia larga) o con l’integrazione, con la finalità di convertire l’omocisteina (composto A) in metionina (composto B) aggiungendo all’omocisteina un gruppo metile (ossia un mattoncino in più che permette ad un quadrato di diventare un rettangolo) fino a poter arrivare al composto finale, di un grande processo, denominato 5 metil-tetraidrofolato, che è la vera forma attiva nel sangue.

Il processo non è cosi semplice e coinvolge molti altri enzimi e molti altri composti intermedi, tuttavia ci sono tanti polimorfismi, ossia tante varianti di questo enzima MTHFR, e tra queste vi sono due in particolare  C677T e A1298C, che se mutate, ossia variate rispetto alla normale costituzione naturale e genetica, sono correlate ad una riduzione del 70 % dell’attività dell’enzima (in questo modo il nostro operaio, ossia l’enzima, riduce il suo lavoro di trasporto del gruppo metile ossia la metilazione). Volendo fare un paragone alla portata di tutti il gene MTHFR è come il progetto per la costruzione di una casa, se questo progetto viene variato in alcuni punti ovviamente anche il risultato non sarà più quello atteso, in conclusione variazioni a carico della funzionalità del gene MTHFR comportano varie patologie correlate alle funzioni dell’enzima stesso.

L’enorme processo in cui è coinvolto proviene dall’acido folico o anche definita Vitamina B9, che come detto in precedenza viene introdotto mediante l’alimentazione o in situazioni particolari, come la gravidanza o nei mesi di ricerca di una gravidanza, è consigliata l’integrazione nei primi 3 mesi di gestazione per evitare problemi neurologici o malformazioni nel feto, come la spina bifida, motivo per cui consiglio sempre alle mie pazienti, che seguo nei percorsi alimentari per la fertilità, di guardare bene se l’integrazione che fanno è a base di acido folico, la forma inattiva del folato o tetraidrofolato che invece dovrebbe essere la vera integrazione in quanto questa è la vera forma che reagisce nel processo precedentemente descritto e non l’acido folico, che deve essere convertito in una serie di reazioni e se questo non avviene, a causa della presenza di mutazioni viste in precedenza, può accumularsi nel nostro corpo diventando fattore predisponente per altre patologie tumorali.

Tuttavia l’acido folico interviene in molte reazioni, elencherò le principali e alla portata della vostra quotidianità senza introdurre ulteriori nozioni scientifiche:

  • nella sintesi del DNA, ulteriore motivo per cui si consiglia l’integrazione in gravidanza nei primi 3 mesi, dato l’elevata velocità con cui si sviluppa il feto, a livello cellulare e quindi anche nella sintesi del DNA cellulare, potrebbe comportare numerosi danni in caso di carenza.
  • nella riduzione della quantità di omocisteina (utilizzata, come visto in precedenza, per produrre metionina) che se in eccesso si è visto essere un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, in particolare per la trombosi arteriosa. Come riporta sul suo sito il Dott. Dimonte l’iperomocisteinemia sembrerebbe promuovere lo stress ossidativo e la conseguente disfunzione endoteliale, oltre a contribuire ad uno stato pro-trombotico: sono stati riportati livelli maggiori di omocisteina in circolo in pazienti con psoriasi rispetto ai controlli, e si è riscontrata una correlazione tra iperomocisteinemia e severità della psoriasi o altre patologie autoimmunitarie.
  • nella sintesi di dopamina, serotonia e noriepinefrina, ormoni coinvolti nella regolazione dell’umore (pensiamo al classico ormone della felicità o serotonina) determinando in caso di alterazioni, disturbi neurologici e psichiatrici.

E se ho le Mutazioni C677T e A1298C del gene MTHFR cosa succede?

Se mediante analisi del sangue avete scoperto di avere i cosiddetti polimorfismi, ossia variazioni, del gene MTHFR avrete una diminuzione dell’attività dell’enzima, che può diminuire di un 10-20% senza gravi ripercussioni fino a una riduzione del 60-70% della sua normale attività con conseguente con grave carenza del 5-metiltetraidrofolato con conseguente aumento dell’ omocisteina nel sangue, fattore di rischio per malattie cardiovascolari anche in età giovane.

Tuttavia la presenza di una mutazione, ossia la variazione delle istruzioni del nostro progetto, può avvenire in due modi:

-in eterozigosi, ossia uno dei vostri genitori vi ha dato il gene corretto, le istruzioni giuste, mentre l’altro genitore vi ha confuso con quelle sbagliate e variate quindi ci sarà una ridotta funzionalità regolare;

-in omozigosi, entrambi i vostri genitori vi hanno dato le istruzioni sbagliate, quindi la funzionalità non sarà corretta ma alterata anche se manterrà una piccola percentuale della sua funzionalità regolare.

In Italia il 40-50% della popolazione è in eterozigosi per la mutazione C667T mentre il 10-20% la presenta in omozigosi quindi non abbiate paura non siete gli unici.

Tali mutazioni oltre a determinare una riduzione della funzionalità parziale o totale, sono associati anche a determinate patologie o disfunzioni. Cercherò ovviamente di concentrarmi su quelle di nostro interesse:

Mutazioni a carico del gene C677T sono associati a casi di poliaboritività o aborti ricorrenti oltre a difetti del tubo neurale nel primo trimestre di vita, mentre mutazioni a carico del gene A1298C sono associati con problematiche digestive e intestinali (leggi qui l’importanza della salute intestinale per la fertilità). Per questo motivo in casi in cui ho in ambulatorio pazienti con aborti ricorrenti consiglio sempre di valutare la presenza di tale mutazione in altri casi la donna è già a conoscenza della presenza di tale mutazione perciò intervengo dal punto di vista alimentare.

Qual è il ruolo fondamentale dell’alimentazione?

Come abbiamo visto in precedenza il capostipite del processo è l’acido folico o folato che proviene dall’alimentazione, se il contenuto di folati dall’alimentazione è notevole, maggiore di 300 microgrammi al giorno, i due polimorfismi non hanno conseguenze sui livelli di omocisteina, che come scritto in alto possono essere troppo alti divenendo un fattore di rischio. Inoltre anche in omozigosi la funzionalità resta regolare per una piccola percentuale e come tale se il substrato su cui agire *ossia l’acido folico proveniente dall’alimentazione* è elevato permetterà di ottenere, anche se in minore quantità la trasformazione in 5-metiltetraidrofolato, forma attiva presente nel sangue e parte di numerose funzioni.  Tuttavia oltre ad aumentare il suo intake alimentare è necessaria la giusta integrazione, spesso consigliata dal ginecologo o dal nutrizionista in base ai valori del sangue.

Gli spinaci sono verdura a foglia larga ricchi di acido folico

Riassumendo i punti chiave sono:

-Rivolgervi ad un professionista dell’alimentazione, biologo nutrizionista o dietista o dietologo, in grado di stilare un piano alimentare che fornisca il giusto apporto di folati da alimenti come verdura a foglia larga, spinaci, broccoli, cavolo, cavolfiore, rape, spinaci, noci, arance, avocado e fondamentale evitare il consumo di tè verde e tè nero in quanto il loro contenuto in teofillina inibisce l’assorbimento del folato;

-Stare attenti all’integrazione consigliata, nel moment in cui state seguendo un percorso di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) o cercate una gravidanza o avete una delle mutazioni citate, l’integrazione deve essere a base di tetraidrofolato e non acido folico, che è la forma inattiva evitando il fumo e l’uso di anticoncezionali anche a fini terapeutici;

-Per favorire il processo in cui è coinvolto l’enzima MTHFR è utile integrare anche la vitamina B12 e la vitamina B6, che come spiego spesso alle mie pazienti riducono la poliabortività, ma anche la vitamina B12 deve essere nella sua forma attiva ossia di metilcobalamina e non cianocobalamina (leggete bene ciò che integrate). Sia la vitamina B12 che la vitamina B6 infatti lavorano in sinergia con l’acido folico;

Dosate i valori di omocisteina, non devono essere troppo alti in quanto non solo è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari ma valori troppo alti rende la qualità degli ovociti molto bassa, aumenta i casi di aborto e determina esiti negativi nelle tecniche di fecondazione in vitro, nell’uomo invece alti valori di omocisteina sono associati con una diminuzione del numero degli spermatozoi.

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